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CREATI PER CREARE
articolo di P. Valentino Davanzati S..
Nell’ultimo numero del vostro giornale, curato dalla camerata dei Grandi,
"Il Mondragone" (maggio-giugno 1953), lo shock della notizia che
Mondragone si chiude. Una girandola di sentimenti, bussole impazzite,
giorni di grande confusione, progetti per il futuro scombussolati. Era
proprio vero? Non era un incubo notturno? Cosa si poteva fare per impedirlo?
Quali pezzi da 90 avrebbero potuto difendervi da quella drastica decisione,
dopo quasi 150 anni di eccellente fioritura?
Fu una rivoluzione analoga a quella di quasi 400 anni prima, con la riforma
del Calendario Giuliano sottoscritta proprio a Mondragone nella Sala Rossa
da Gregorio XIII Boncompagni (il cui stemma di famiglia campeggia a
Mondragone), per cui al giovedì 4 ottobre sarebbe seguito il venerdì 15
ottobre 1582.
In questi giorni anche a Livorno stiamo vivendo una situazione analoga.
Per
la seconda volta: nel 1773 dopo una settantina d’anni le scuole dei padri
gesuiti vennero chiuse, perché l’intera Compagnia di Gesù fu soppressa in
tutto il mondo dal Papa Clemente XIV, costretto dalla pressione dei sovrani
portoghesi, spagnoli e francesi. Dopo appena due settimane nella ex-cappella
dell’Immacolata fu organizzata una gran festa da ballo dal Granduca di
Toscana del 2007, a cento anni dal ritorno in città, e proprio alla chiusura
dell’Anno Saveriano, i cinque gesuiti della residenza San Francesco Saverio
lasciano definitivamente la città di Livorno. Sorpresa, incredulità,
critiche, occhi lustri e lacrime non represse, da parte degli antichi
alunni, dei sacerdoti delle parrocchie dove prestavano servizio, dagli
iscritti al Centro Artistico (che proprio quest’anno pubblica un libro per
il 50° di attività culturale a largo raggio), di tutti quelli che guardavano
alla nostra residenza come a un punto di riferimento difficilmente
sostituibile, specialmente per l’opera dei ritiri spirituali e delle letture
bibliche.
La decisione presa, con dolore, dai Superiori per carenza di nuove leve, ci
vede pronti all’obbedienza e desiderosi di discernere dai "segni dei tempi"
quale sia la volontà del Signore, quello che Dio vuole dirci. Una
obbedienza, come vuole sant’Ignazio, di esecuzione, di volontà e di
intelletto: all’esecuzione sia unita questa conformità della volontà e
dell’intelletto tra chi comanda e chi obbedisce.
San Francesco Saverio ci ha mostrato come osservare il voto di obbedienza,
quando fu spedito in missione, quasi per caso in due giorni; quando ha
dovuto adattarsi a culture, lingue, consuetudini diversissime, navigazioni
rischiose e pericoli di ogni genere; come avrebbe potuto comportarsi a
seguito di una lettera speditagli dal Padre Ignazio, che gli chiedeva di
rientrare a Roma dopo dieci anni di intensa attività missionaria. Ma
un’altra Volontà lo chiamava al premio, quando tutto solo sull’isolotto di
Sancian era in attesa di entrare anche in Cina, dopo le Indie e il Giappone
(3 dicembre 1552).
Altri 800 gesuiti nel 1767 furono costretti ad abbandonare le splendide
Riduzioni del Paraguay, dopo 150 di fiorente apostolato tra i Guaranì, con
l’aggiunta dello strazio di essere tacciati da traditori degli Indios, che
si ritenevano vilmente abbandonati e costretti a tornare nelle loro foreste.
Solo sei anni dopo, nel 1773, per le cospirazioni dinastiche di Portogallo,
Spagna e Francia più di 22.000 gesuiti dovettero chiudere 1.180 residenze:
furono dispersi e imprigionati - come il padre generale Lorenzo Ricci nel
carcere di Castel Sant’Angelo - sotto le più infamanti accuse, o costretti e
sballottati in mare senza poter sbarcare.
Erano rimasti "vivi" in Russia, sotto Caterina II, che si trovò ad avere
come sudditi 200 gesuiti per la seconda spartizione della Polonia nel 1772 e
non volle rinunciare a quattro grandi istituti scolastici diretti dai padri,
nonostante la bolla "Dominus ac Redemptor" dell’agosto 1773.
Tra questi 22.000 gesuiti "soppressi" ben 46 furono eletti vescovi, tra cui
il primo Vescovo di Livorno, mons. Filippo Ganucci Cancellieri, fiorentino.
Molte altre regioni furono fecondate da questi semi sparsi qua e là dal
turbine che li aveva colpiti, "in modo pacato e senza ostentazione alcuna"
(Pio VII).
Per esempio, nell’America del Nord Mons. John Carrol, Vescovo di Baltimora,
con la collaborazione di altri Vescovi europei gesuiti soppressi, ebbe tre
missionari del team russo per il collegio di Georgetown , col tacito
consenso di Pio VII, che aveva provato di persona la prigionia francese a
Fontanebleau, mentre il Bonaparte invadeva gli Stati Pontifici.
La bolla "Sollicitudo omnium Ecclesiarum" del 1814 ad opera di Pio VII fece risorgere la Compagnia di Gesù, che nel giro di una generazione ebbe oltre 5.000 membri sparsi per tutto il mondo a servizio di Dio e della Santa Madre Chiesa Gerarchica.
Le "mani di Dio sono mani ora di grazia ora di dolore, ma sono sempre mani d’amore" (D. Bonhoeffer).
Ecco perché non mi piace la sigla di "EX": ex si dice di qualcuno che passa
all’altra sponda (politica, sport, matrimonio, ecc.), spesso in antitesi
a tutto ciò che era quando non era ancora ex, forse per farsi accettare per
quello che è attualmente o farsi perdonare quello che è stato. "Semel abbas
semper abbas", secondo il detto monastico: nel nostro caso semel alumnus
semper alumnus: le nostre istituzioni vivono in noi, Congregati Mariani,
Alunni o Figli spirituali! Forse sarebbe coerente creare nelle nostre
famiglie un ambiente favorevole allo sbocciare, non reciso, di una vocazione
che continui e riproduca quella cara immagine paterna indimenticabile di
tanti padri che hanno accompagnato la nostra giovinezza, perché in futuro
nessun collegio o residenza debba ancora una volta conoscere l’amarezza di
una chiusura o soppressione, di un lacerante distacco.
Questo
è l’augurio, da amico, di un bene concreto.
E che Maria, Mater Pietatis, ci benedica.
P. Valentino Davanzati sj
"CREATI PER CREARE", secondo l’insegna di un libro delle Edizioni Sogno 1998.
ADDIO A LIVORNO
Da tempo sociologhi, psicologi, psicoterapeuti, pensatori, politici
qualificati, genitori, magistrati illuminati lamentano gravi lacune
comportamentali di giovani e giovanissimi che si preoccupano per il futuro.
E’ recentissimo uno studio che evidenzia l’insoddisfazione e la
preoccupazione per lo stato in cui versa la SCUOLA da sempre
fondamento, assieme alle famiglie, della formazione ed educazione delle
giovani generazioni.
La “scuola”, purtroppo, è fatta oggetto di scontro e contesa
politico-ideologico che poco o nulla ha a che vedere con il “bene”
dei giovani.
Tutto ciò, se ce ne fosse bisogno, ribadisce la centralità della
scuola.
S. Ignazio lo aveva ben compreso sottolineando la centralità della
missione culturale e formativa della Compagnia di Gesù.
Non per nulla fiorirono rapidamente scuole ed istituti di formazione.
Il livello culturale dei Gesuiti è sempre stato elevato e perseguito con
certosina cura.
Molti Gesuiti furono consiglieri, confessori di regnanti e di grandi
personaggi della politica e del potere. La qualità ed i metodi
dell’insegnamento sono sempre stati all’avanguardia e sviluppati, fin nei
minimi particolari, sotto l’aspetto morale, culturale e sociale. (Le “riduzioni”
sono un luminoso esempio) Per secoli, anche nelle avverse vicissitudini
dell’ordine, i Gesuiti hanno ispirato, formato e guidato i detentori dei
destini dei popoli.
Non per nulla i diversi sistemi politici, specie se “autoritari”
(ad esempio: comunismo, nazismo, fascismo, per limitarsi al secolo scorso)
che si sono succeduti nei secoli hanno sempre “visto” nella scuola un
“pilastro” fondamentale della società. Anche Napoleone lo aveva ben
compreso; fra l’altro la sua SCUOLA NORMALE ne è un esempio luminoso e
continua la sua funzione educativa.
Dove c’è il “vuoto” di una buona scuola, lo sviluppo è lento e mediocre
che le “cattive” scuole non sono in grado di colmare.
Ricordo il grande dolore che procurò nel 1953 assistere alla chiusura,
dopo quasi un secolo di prestigiosa attività, del collegio Mondragone (vi ho
passato sei anni).
Da allora, sempre con rammarico, si è assistito allo smantellamento del
“sistema” educativo giovanile della Compagnia, adesso ridotto
all’osso!
E’ straordinario dover constatare come in altri Paesi il sistema
educativo dei Gesuiti è fiorente, prestigioso e considerato!
A Washington, ad esempio, la GEORGETOWN UNIVERSITY, la più antica degli
USA retta dai Gesuiti, è una delle più prestigiose!
La conosco benissimo, uno dei miei figli ci si è laureato.
Ho avuto modo di conoscere il Rettore e, quando gli ho detto che ero un
Alunno di Mondragone, con mio grande stupore, ha avuto espressioni di grande
rammarico, unitamente a grande considerazione, per la sua chiusura.
Ora, purtroppo, la storia sembra riproporsi a Livorno.
Io amo Livorno; negli anni della mia permanenza, in vari periodi, ho
sempre “ritrovato” il clima, la disponibilità e l’affetto dei Padri
come quando ragazzo ero a Mondragone! Padre DAVANZATI ha anche battezzato
uno dei miei figli.
Non sono in grado, né è mio compito, conoscere le ragioni passate e
presenti di quanto è accaduto e accade.
Posso solo testimoniare la mia affettuosa vicinanza all’”obbediente
dolore” di Padre Valentino Davanzati e la più completa condivisione del suo
rincrescimento che ha voluto parteciparci, come si fa tra vecchi amici
sinceri, invitandoci alla coerenza familiare e a quanto “la cara immagine
paterna di tanti Padri che hanno accompagnato la nostra giovinezza” ci ha
consegnato.
Un’ultima notazione, caro VALENTINO: noi siamo “EX” solo perché
abbiamo cambiato lo “STATUS”; è solo perché non siamo più “ALUNNI”!
Siamo cresciuti, gli anni sono passati!
Non abbiamo voluto, né tantomeno vogliamo, “passare dall’altra parte”.
Siamo rimasti, caparbiamente, dalla stessa parte, forti di quanto tu
e tanti altri di voi ci avete consegnato.
. Fabio Valerj
.
(in collegio dal 1947 al 1953)
OLTRE L'AVVENTURA - Un bel libro di
LAMBERTO FERRI RICCHI (in collegio dal 1950 al 1953)
Lamberto Ferri Ricchi ci ripropone in questo libro una
sintesi della intensa attività esplorativa da lui condotta soprattutto in
Italia. Il risultato é una lunga ed emozionante carrellata dove l’autore ci
accompagna quasi per mano in un mare d’avventure, di record eclatanti, di
scoperte importanti, di ricerche ed indagini d’ogni genere, di studi e
progetti singolari.
Il volume offre esempi ed occasioni per svolgere attività di grande
soddisfazione e per prendere consapevolezza che é sufficiente la passione e
la disponibilità a dedicare parte del proprio tempo libero per realizzare
obiettivi importanti, in collaborazione con persone già esperte o
partecipando al lavoro di associazioni di settore.
”Nato a Roma nel 1941 da famiglia emiliana, Lamberto Ferri Ricchi comincia
ad andar sott’acqua che era piccolissimo, ad otto anni, con un paio di
pinnacce (forse un residuato bellico) trovate a Porta Portese .... Ha appena
dieci anni quando é colpito per la prima volta da un’intuizione folgorante,
e inventa l’autorespiratore. Un autorespiratore da bambino, si capisce,
fatto con una bottiglia d’alluminio chiusa con una valvola da pneumatico e
caricabile, per cosi dire, mediante l’immissione d’aria per mezzo d’una
pompa da bicicletta. Il congegno funziona. A 21 anni comincia ad
interessarsi anche di speleologia subacquea. Intanto non ha perso tempo e ha
costruito ogni sorta di congegni meccanici ed elettronici, che funzionano
non soltanto in mare ma anche nelle spelonche buie, allagate e gelide nelle
quali effettua le sue immersioni preferite”.
Gaetano ”Nini” Cafiero
Carlo Cupini ( a Mondragone dal 1940 al 1951)

31 /1 / 1997
Carlo Cupini non ha bisogno di presentazioni.
E’ sulla sua pittura che vorrei fare qualche considerazione.
Io ho la fortuna di non soffrire d‘invidia però debbo ammettere che mi
piacerebbe saper dipingere come lui. Mi sono sempre interessato di pittura a
la differenza che ho notato tra la pittura di Carlo e quella che sono
abituato a vedere consiste nel fatto che io i quadri di Carlo non li guardo,
li leggo.
I quadri di Carlo ci danno questa fantastica possibilità. Al di la del fatto
grafico, infatti, é esaltante poter decifrare il messaggio culturale che
l’opera contiene . E tratto dopo tratto appaiono sempre più evidenti i
riferimenti che il pittore è riuscito a porre in risalto per la maggiore
godibilità dell’opera.
Giorgio Trombetti ( in collegio dal 1947 al 1951)

PROVINCIA D’ITALIA DELLA COMPAGNIA DI GESÙ

Il M.Rev. Padre Adolfo Nicolàs S.J.con il nostro
Presidente e con il nostro Segretario
Il Padre Generale ha incontrato il 13 dicembre i rappresentanti della Federex, la federazione Italiana tra gli Ex-Alunni della Compagnia di Gesù, tra cui il nostro Presidente Ferdinando Massimo, in occasione del 60° della fondazione. In questa circostanza il P. Nicolás ha presentato il “Documento Programmatico” che sottolinea due aspetti in particolare: il concetto di ex-alunno concepito ormai non più come ex-alunno di un singolo Istituto, ma della Compagnia di Gesù, dando così maggiore evidenza al patrimonio spirituale ed educativo comune; la necessità di proposte concrete di collaborazione con i Padri nei collegi e in altre opere.
Il nuovo Padre Generale in udienza dal Santo Padre
Il P. Adolfo Nicolás ha concluso la sua intensa settimana come neo Superiore
generale della Compagnia di Gesu` con un'udienza privata con Sua Santita` Papa
Benedetto XVI.
L'udienza, tenutasi questo sabato mattina ( 26 Gennaio 2008 ), e` iniziata con lo scatto di alcune foto ed e` proseguita con un colloquio caloroso e amichevole tra il Papa e P. Nicolás.
Il Santo Padre ha dimostrato il suo apprezzamento nell'apprendere che la Congregazione Generale ha costituito un comitato per studiare la lettera che aveva inviato a P. Peter-Hans Kolvenbach, il precedente Superiore generale della Compagnia.
Dopo la conversazione ha avuto per oggetto il Giappone, il paese dove P. Nicolás ha prestato il suo servizio per 33 anni. Il Santo Padre ha incoraggiato il Superiore dei gesuiti a continuare nel lavoro di dialogo con la cultura e l'evangelizzazione e ad assicurare un'accurata formazione ai giovani gesuiti.
L'incontro ha offerto l'occasione al nuovo Generale dei gesuiti di riaffermare il suo personale rispetto e la stima di tutta la Compagnia per il Vicario di Cristo. Inoltre, e` stata anche l'occasione per manifestare il desiderio della Compagnia di servire la Chiesa in tutto il mondo.
Successivamente il P. Nicolás ha detto a Papa Benedetto XVI che i gesuiti hanno la tradizione che il neo eletto Superiore generale rinnovi i suoi voti personali davanti al Santo Padre. P. Kolvenbach aveva fatto questo per iscritto, cosi` P. Nicolás ha riscritto i suoi voti consegnandoli al Papa in una busta. Il Santo Padre ha aperto la busta immediatamente e, dopo aver letto i voti, ha commentato dicendo: "questa e`una tradizione molto buona".
PADRE LORENZO ROCCI S.J. e la “RATIO STUDIORUM”
Nato
a Fara Sabina (Prov. di Roma) il 11 settembre 1864 da Domenico ed Eustochio
Corradini
Morto a Roma Collegio San Francesco Saverio il 14 agosto 1950.
Entrato nella Compagnia di Gesù il 18 ottobre 1880.
Dal 1891 al 1901 a Mondragone come Prefetto di camerata.
Dal 1903 al 1920 a Mondragone come insegnante di latino e greco.
Dal 1939 al 1946 a Mondragone come Preside.
RATIO STUDIORUM
Insieme di regole che presiedono all'attività pedagogica e scolastica dei gesuiti. Venne formulata compiutamente nel 1599, sotto il generalato di Claudio Acquaviva, tenendo conto delle indicazioni provenienti dall'esperienza maturata nei primi collegi della Compagnia e facendo propri l'ideale letterario umanistico e il modello universitario parigino, fondato sulla distinzione in classi e sulla gradualità dell'apprendimento. Regolava i compiti di ogni singolo addetto all'attività educativa, i programmi e i metodi. Prevedeva un corso di cinque anni di indirizzo umanistico, in cui era centrale lo studio del latino e dei classici (opportunamente censurati), in particolare dell'opera di Cicerone. Seguivano poi tre anni di filosofia e quattro di teologia. Da un punto di vista metodologico, grande rilievo avevano ripetizioni ed esercitazioni periodiche. Veniva inoltre favorita l'emulazione tra gli studenti, organizzati nelle "accademie" e chiamati a gare, dispute e rappresentazioni teatrali, anche pubbliche. Ricostituita la Compagnia dopo gli scioglimenti settecenteschi, nel 1832 venne promulgata una nuova ratio, che fu soggetta nel corso del Novecento a ulteriori revisioni.
Sono stato un ALUNNO dell’ultima 3ª LICEO 1953 del Nobile Collegio Mondragone
dove sono stato per 6 anni. Dopo di me si è chiuso il grande portone decretando
così anche materialmente la fine di una delle più importanti e prestigiose
istituzioni formative della Compagnia di Gesù.
Istituzioni formative fortemente volute da S. Ignazio a cui dette una
inequivocabile missione nella “RATIO STUDIORUM”.
Missione di una chiarezza e forza grandissime in quanto investe le “menti”
e le coscienze dando loro riferimenti certi ed “indipendenti” dai “poteri”
del mondo anche a costo di persecuzioni (la vicenda delle “Riduzioni”
della Bolivia è un chiaro esempio).
Il Collegio Mondragone si inseriva perfettamente nel solco tracciato dalla
“RATIO STUDIORUM”.
In questo ambito di grande spicco è l’opera di Padre ROCCI.
Egli infatti ha trascorso 34 anni a Mondragone. Il Padre Rocci si è speso anche
nell’opera di apostolato delle anime come confessore nella Chiesa del Gesù di
Roma.
Opera globale in sintonia con i dettami di S. Ignazio che indicava nella
formazione spirituale e culturale di coloro che potrebbero essere chiamati a
importanti quanto delicate responsabilità.
Il vocabolario di Padre Rocci ha ricevuto l’approvazione del PAPA PIO XII,
che ha indirizzato a P. Rocci una calorosa lettera di apprezzamento, come pure
dal Re VITTORIO EMANUELE III e dal Duce Benito Mussolini.
Un aspetto “pratico” inoltre è stato evidenziato dal Padre Rozzi che
indicò come “Il debito della Compagnia di Gesù verso il P. Rocci è anche
enorme perché, grazie ai diritti d’autore del suo Vocabolario, per più di 50
anni l’Ordine ha sostenuto finanziariamente le attività missionarie e gli
studenti poveri”.
La nostra Associazione che a 56 anni dalla chiusura del Collegio (1953) è
ancora viva e vivace e prosegue nel solco dei principi che ci vennero insegnati
al Collegio.
A suo tempo la decisione della Compagnia di Gesù di “chiudere” il
Collegio (come purtroppo tanti altri di non minore prestigio) ci lasciò stupiti
ed addolorati; la subimmo, ma non la condividemmo.Ci consolano, tuttavia, alcuni
segnali che sembrerebbero indicare riconsiderare le antiche decisioni sempre nel
solco della “RATIO STUDIORUM”.
Per concludere un piccolo fatto personale: nel 1990 incontrando il Rettore
della più antica Università dei Gesuiti di Washington D.C. (Padre Heley S.J.)
capitò di dirgli che ero stato a Mondragone e lui subito disse “lei avrà
certo studiato sul vocabolario del padre Rocci”!
Grazie
Fabio Valerj
(in collegio dal 1947 al 1953)
Cina. Piazza intitolata a Matteo Ricci
Nella città di Nanchang, nella Cina orientale, si sta costruendo
una grande piazza di 2.900 metri che verrà intitolata a Padre Matteo Ricci
(1552-1610), il quale visse là 3 anni.
Il missionario, che godeva di grande reputazione nella Cina del suo tempo, è
tenuto in grande considerazione ancora oggi.
Al centro della Piazza Ricci verrà eretta una statua alta tre metri con incisa
alla base una breve biografia sia in cinese che in inglese. I lavori dovrebbero
essere completati per settembre.
Così Ricci scriveva nelle lettere che inviava ai suoi amici in Italia:
"Nanchang è una città pulita, con strade larghe e
grande almeno il doppio di Firenze".
Biografia di Padre Matteo
Ricci S.I.
Matteo Ricci - Un matematico
gesuita nel Celeste Impero
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