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  -    Roma - 26/01/'08 : il nuovo Padre Generale della Compagnia di Gesù in udienza dal Santo Padre 
            -     Creati per creare - P. Valentino Davanzati S.I.   

            -    Addio a Livorno - Fabio Valerj ( in Collegio dal 1947 al 1953 )    

           -    Cina; piazza intitolata a P. Matteo Ricci S.I. (1552-1610)   


 


 



  Il nuovo Padre Generale in udienza dal Santo Padre

Il P. Adolfo Nicolás ha concluso la sua intensa settimana come neo Superiore generale della Compagnia di Gesu` con un'udienza privata con Sua Santita` Papa Benedetto XVI.

L'udienza, tenutasi questo sabato mattina ( 26 Gennaio 2008 ), e` iniziata con lo scatto di alcune foto ed e` proseguita con un colloquio caloroso e amichevole tra il Papa e P. Nicolás.

Il Santo Padre ha dimostrato il suo apprezzamento nell'apprendere che la Congregazione Generale ha costituito un comitato per studiare la lettera che aveva inviato a P. Peter-Hans Kolvenbach, il precedente Superiore generale della Compagnia.

Dopo la conversazione ha avuto per oggetto il Giappone, il paese dove P. Nicolás ha prestato il suo servizio per 33 anni. Il Santo Padre ha incoraggiato il Superiore dei gesuiti a continuare nel lavoro di dialogo con la cultura e l'evangelizzazione e ad assicurare un'accurata formazione ai giovani gesuiti.

L'incontro ha offerto l'occasione al nuovo Generale dei gesuiti di riaffermare il suo personale rispetto e la stima di tutta la Compagnia per il Vicario di Cristo. Inoltre, e` stata anche l'occasione per manifestare il desiderio della Compagnia di servire la Chiesa in tutto il mondo.

Successivamente il P. Nicolás ha detto a Papa Benedetto XVI che i gesuiti hanno la tradizione che il neo eletto Superiore generale rinnovi i suoi voti personali davanti al Santo Padre. P. Kolvenbach aveva fatto questo per iscritto, cosi` P. Nicolás ha riscritto i suoi voti consegnandoli al Papa in una busta. Il Santo Padre ha aperto la busta immediatamente e, dopo aver letto i voti, ha commentato dicendo: "questa e`una tradizione molto buona".

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CREATI PER CREARE
articolo di P. Valentino Davanzati S.I.

Nell’ultimo numero del vostro giornale, curato dalla camerata dei Grandi, "Il Mondragone" (maggio-giugno 1953), lo shock della notizia che Mondragone si chiude. Una girandola di sentimenti, bussole impazzite, giorni di grande confusione, progetti per il futuro scombussolati. Era proprio vero? Non era un incubo notturno? Cosa si poteva fare per impedirlo? Quali pezzi da 90 avrebbero potuto difendervi da quella drastica decisione, dopo quasi 150 anni di eccellente fioritura?
Fu una rivoluzione analoga a quella di quasi 400 anni prima, con la riforma del Calendario Giuliano sottoscritta proprio a Mondragone nella Sala Rossa da Gregorio XIII Boncompagni (il cui stemma di famiglia campeggia a Mondragone), per cui al giovedì 4 ottobre sarebbe seguito il venerdì 15 ottobre 1582.
In questi giorni anche a Livorno stiamo vivendo una situazione analoga. Per la seconda volta: nel 1773 dopo una settantina d’anni le scuole dei padri gesuiti vennero chiuse, perché l’intera Compagnia di Gesù fu soppressa in tutto il mondo dal Papa Clemente XIV, costretto dalla pressione dei sovrani portoghesi, spagnoli e francesi. Dopo appena due settimane nella ex-cappella dell’Immacolata fu organizzata una gran festa da ballo dal Granduca di Toscana!
Nel 2007, a cento anni dal ritorno in città, e proprio alla chiusura dell’Anno Saveriano, i cinque gesuiti della residenza San Francesco Saverio lasciano definitivamente la città di Livorno. Sorpresa, incredulità, critiche, occhi lustri e lacrime non represse, da parte degli antichi alunni, dei sacerdoti delle parrocchie dove prestavano servizio, dagli iscritti al Centro Artistico (che proprio quest’anno pubblica un libro per il 50° di attività culturale a largo raggio), di tutti quelli che guardavano alla nostra residenza come a un punto di riferimento difficilmente sostituibile, specialmente per l’opera dei ritiri spirituali e delle letture bibliche.
La decisione presa, con dolore, dai Superiori per carenza di nuove leve, ci vede pronti all’obbedienza e desiderosi di discernere dai "segni dei tempi" quale sia la volontà del Signore, quello che Dio vuole dirci. Una obbedienza, come vuole sant’Ignazio, di esecuzione, di volontà e di intelletto: all’esecuzione sia unita questa conformità della volontà e dell’intelletto tra chi comanda e chi obbedisce.
San Francesco Saverio ci ha mostrato come osservare il voto di obbedienza, quando fu spedito in missione, quasi per caso in due giorni; quando ha dovuto adattarsi a culture, lingue, consuetudini diversissime, navigazioni rischiose e pericoli di ogni genere; come avrebbe potuto comportarsi a seguito di una lettera speditagli dal Padre Ignazio, che gli chiedeva di rientrare a Roma dopo dieci anni di intensa attività missionaria. Ma un’altra Volontà lo chiamava al premio, quando tutto solo sull’isolotto di Sancian era in attesa di entrare anche in Cina, dopo le Indie e il Giappone (3 dicembre 1552).
Altri 800 gesuiti nel 1767 furono costretti ad abbandonare le splendide Riduzioni del Paraguay, dopo 150 di fiorente apostolato tra i Guaranì, con l’aggiunta dello strazio di essere tacciati da traditori degli Indios, che si ritenevano vilmente abbandonati e costretti a tornare nelle loro foreste.
Solo sei anni dopo, nel 1773, per le cospirazioni dinastiche di Portogallo, Spagna e Francia più di 22.000 gesuiti dovettero chiudere 1.180 residenze: furono dispersi e imprigionati - come il padre generale Lorenzo Ricci nel carcere di Castel Sant’Angelo - sotto le più infamanti accuse, o costretti e sballottati in mare senza poter sbarcare.
Erano rimasti "vivi" in Russia, sotto Caterina II, che si trovò ad avere come sudditi 200 gesuiti per la seconda spartizione della Polonia nel 1772 e non volle rinunciare a quattro grandi istituti scolastici diretti dai padri, nonostante la bolla "Dominus ac Redemptor" dell’agosto 1773. Tra questi 22.000 gesuiti "soppressi" ben 46 furono eletti vescovi, tra cui il primo Vescovo di Livorno, mons. Filippo Ganucci Cancellieri, fiorentino. Molte altre regioni furono fecondate da questi semi sparsi qua e là dal turbine che li aveva colpiti, "in modo pacato e senza ostentazione alcuna" (Pio VII).
Per esempio, nell’America del Nord Mons. John Carrol, Vescovo di Baltimora, con la collaborazione di altri Vescovi europei gesuiti soppressi, ebbe tre missionari del team russo per il collegio di Georgetown , col tacito consenso di Pio VII, che aveva provato di persona la prigionia francese a Fontanebleau, mentre il Bonaparte invadeva gli Stati Pontifici.
La bolla "Sollicitudo omnium Ecclesiarum" del 1814 ad opera di Pio VII fece risorgere la Compagnia di Gesù, che nel giro di una generazione ebbe oltre 5.000 membri sparsi per tutto il mondo a servizio di Dio e della Santa Madre Chiesa Gerarchica.
Le "mani di Dio sono mani ora di grazia ora di dolore, ma sono sempre mani d’amore" (D. Bonhoeffer).
Ecco perché non mi piace la sigla di "EX": ex si dice di qualcuno che passa all’altra sponda (politica, sport, matrimonio, ecc.), spesso in antitesi a tutto ciò che era quando non era ancora ex, forse per farsi accettare per quello che è attualmente o farsi perdonare quello che è stato. "Semel abbas semper abbas", secondo il detto monastico: nel nostro caso semel alumnus semper alumnus: le nostre istituzioni vivono in noi, Congregati Mariani, Alunni o Figli spirituali!
Forse sarebbe coerente creare nelle nostre famiglie un ambiente favorevole allo sbocciare, non reciso, di una vocazione che continui e riproduca quella cara immagine paterna indimenticabile di tanti padri che hanno accompagnato la nostra giovinezza, perché in futuro nessun collegio o residenza debba ancora una volta conoscere l’amarezza di una chiusura o soppressione, di un lacerante distacco.

"CREATI PER CREARE", secondo l’insegna di un libro delle Edizioni Sogno 1998. Questo è l’augurio, da amico, di un bene concreto.

E che Maria, Mater Pietatis, ci benedica.

P. Valentino Davanzati sj

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ADDIO A LIVORNO

Da tempo sociologi, psicologi, psicoterapeuti, pensatori, politici qualificati, genitori, magistrati illuminati lamentano gravi lacune comportamentali di giovani e giovanissimi che si preoccupano per il futuro.
E’ recentissimo uno studio che evidenzia l’insoddisfazione e la preoccupazione per lo stato in cui versa la SCUOLA da sempre fondamento, assieme alle famiglie, della formazione ed educazione delle giovani generazioni.
La "scuola", purtroppo, è fatta oggetto di scontro e contesa politico-ideologica, cose che poco o nulla hanno a che vedere con il "bene" dei giovani.
Tutto ciò, se ce ne fosse bisogno, ribadisce la "centralità" della scuola.
Sant Ignazio lo aveva ben compreso sottolineando la centralità della missione culturale e formativa della Compagnia di Gesù. Non per nulla fiorirono rapidamente scuole ed istituti di formazione. Il livello culturale dei Gesuiti è sempre stato elevato e perseguito con certosina cura.
Molti Gesuiti furono consiglieri, confessori di regnanti e di grandi personaggi della politica e del potere.
La qualità ed i metodi dell’insegnamento sono sempre stati all’avanguardia e sviluppati fin nei minimi particolari, sotto l’aspetto morale, culturale e sociale. (Le "riduzioni" sono un luminoso esempio).
Per secoli, anche nelle avverse vicissitudini dell’Ordine, i Gesuiti hanno ispirato, formato e guidato i futuri detentori dei destini dei popoli.
Non per nulla i diversi sistemi politici, specie se "autoritari" (ad esempio: comunismo, nazismo, fascismo, per limitarsi al secolo scorso), che si sono succeduti nei secoli hanno sempre "visto" nella scuola un "pilastro" fondamentale della società. Anche Napoleone lo aveva ben compreso; fra l’altro la sua SCUOLA NORMALE ne è un esempio luminoso e continua la sua funzione educativa.
Dove c’è il "vuoto" di una buona scuola, lo sviluppo è lento e mediocre che le "cattive" scuole non sono in grado di colmare.
Ricordo il grande dolore che procurò nel 1953 assistere alla chiusura, dopo quasi un secolo di prestigiosa attività, del collegio Mondragone (vi ho passato sei anni).
Da allora, sempre con rammarico, si è assistito allo smantellamento del "sistema" educativo giovanile della Compagnia, adesso ridotto all’osso!
E lascia l’amaro in bocca dover constatare che in altri Paesi il sistema educativo dei Gesuiti è fiorente, prestigioso e molto considerato!
A Washington, ad esempio, la Georgetown University, la più antica scuola superiore degli USA, è retta dai Gesuiti ed è una delle più qualificate! La conosco benissimo, uno dei miei figli ci si è laureato.
Ho avuto modo di conoscere il Padre Rettore e, quando gli ho detto che ero stato un alunno di Mondragone, con mio grande stupore, unitamente ad una grande considerazione per il Collegio, ha avuto espressioni di grande rammarico per la sua chiusura.
Ora, purtroppo, la storia sembra riproporsi a Livorno per la residenza S.Francesco Saverio.
Io amo Livorno; negli anni della mia permanenza in vari periodi in questa città, ho sempre ritrovato il clima, la disponibilità e l’affetto dei Padri gesuiti come quando ragazzo ero a Mondragone! Padre Davanzati ha anche battezzato uno dei miei figli.
Non sono in grado, né è mio compito, conoscere le ragioni passate e presenti di quanto è accaduto e accade.
Posso solo testimoniare la mia affettuosa vicinanza all’"obbediente dolore" di Padre Valentino Davanzati e la più completa condivisione del suo rincrescimento che ha voluto parteciparci, come si fa tra vecchi amici sinceri, invitandoci alla coerenza familiare e a quanto "la cara immagine paterna di tanti Padri che hanno accompagnato la nostra giovinezza" ci ha consegnato.

Un’ultima notazione, caro Padre Valentino: noi siamo "EX" solo perché abbiamo cambiato lo "STATUS"; è solo perché non siamo più "ALUNNI"! Siamo cresciuti, gli anni sono passati!

Ma siamo rimasti caparbiamente sempre dalla stessa parte, forti di quanto tu e tanti altri di voi ci avete consegnato.

Fabio Valerj (in collegio dal 1947 al 1953)

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Cina. Piazza intitolata a Matteo Ricci
 

 

Nella città di Nanchang, nella Cina orientale, si sta costruendo una grande piazza di 2.900 metri che verrà intitolata a Padre Matteo Ricci (1552-1610), il quale visse là 3 anni.
Il missionario, che godeva di grande reputazione nella Cina del suo tempo, è tenuto in grande considerazione ancora oggi.
Al centro della Piazza Ricci verrà eretta una statua alta tre metri con incisa alla base una breve biografia sia in cinese che in inglese. I lavori dovrebbero essere completati per settembre.
Così Ricci scriveva nelle lettere che inviava ai suoi amici in Italia: "Nanchang è una città pulita, con strade larghe e grande almeno il doppio di Firenze".

Biografia di  Padre Matteo Ricci S.I. 
Matteo Ricci - Un  matematico gesuita nel Celeste Impero

 

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